domenica 26 aprile 2015

Nino Cerlienco: un mitteleuropeo ad Arborea


«Ferro e cemento si incastrano agili, nella spinta ascensionale della struttura, avvicendando il dato dinamico delle ringhiere oblique e ricurve con la solida ortogonalità delle piattaforme in cemento armato: assemblaggio accurato di materiali che imprime finalmente sull'azzurro un ultimo, austero segnale del razionalismo nelle terre bonificate».

L'aulicità di linguaggio dello storico dell'architettura Giorgio Pellegrini vuole celebrare più che degnamente la torretta anticendio alta 32 metri, collocata nel bel mezzo della pineta litoranea di Arborea. Eppure, a chi dovesse imbattersi in essa tra le fronde delle numerose piante che formano il polmone verde della costa, probabilmente quella struttura fatiscente, o peggio pericolante, non susciterebbe tutta questa attenzione propria degli accademici. Si tratta infatti dell'ultimo edificio razionalista dell'area di bonifica, peraltro successivo alla caduta del fascismo, che in quello stile si era identificato per trasmettere ai posteri la potenza di un impero che avrebbe forgiato l'uomo nuovo, salvo poi franare rovinosamente nel secondo conflitto mondiale.
Il suo progettista fu l'ingegnere Nino Cerlienco e la «torretta osservatorio» venne commissionata nel febbraio del 1952 dalla Società Bonifiche Sarde per «poter facilitare il controllo visivo della pineta litoranea». Costata circa 3 milioni di Lire e finanziata parzialmente dallo Stato fu ultimata nel 1954. Il tecnico sebenzano preferì «l'impegno e il calcolo del suo progetto» a una soluzione più comoda quale avrebbe potuto essere un prefabbricato.
Nato a Sebenico (Šibenik in croato) nella Dalmazia austro-ungarica, Cerlienco aggiunse negli anni ’50 un tocco di internazionalità alla realtà arborense sorta e sviluppatasi nei due decenni precedenti grazie all’apporto di numerose e varie componenti regionali della penisola, tanto più dell’area nord-Padana. Ma, originalità nella originalità, Sebenico non costituiva però, allora, un mondo del tutto estraneo a quello di tanti coloni e/o assegnatari al lavoro ad Arborea: come una vera e propria sponda croata dell'Adriatico, essa era infatti un riflesso della cultura veneziana, in quanto parte integrante, per lunghi secoli, della Repubblica di Venezia, così fino al trattato di Campoformio del 1797, anno in cui Napoleone aveva deciso di sopprimerla definitivamente.
Il suo cognome (in croato Crljenko), come tantissimi altri della Dalmazia e della Venezia Giulia, è frutto di un'italianizzazione consigliata e a volte imposta dal regime a chi volesse integrarsi a pieno titolo nella nuova Italia romana e fascista.
Nino Cerlienco era giunto in Sardegna nel '39 come ufficiale dell'esercito (genio civile) per poi passare con la conclusione del conflitto alle dipendenze della SBS nel 1945.
Oltre a firmare il lavoro della torretta eseguì anche lavori più funzionali alle attività della Società o estranei a essa. Fra questi si ricordano la Casa del cooperatore e la palazzina comunale vicino all'incrocio della strada 18 nella via principale. Infine, il monumento ai caduti, basamento della statua di Maria Ausiliatrice nell'omonima piazza, voluta dall'allora parroco di Arborea Don Aldo Maria Conti in ricordo dell'anno mariano. Unica sua opera che ha rispettato lo stile eclettico degli edifici del centro progettati dall'ingegnere Carlo Avanzini, essa fu realizzata, come gli arborensi ben ricorderanno, con i fondi di una colletta popolare.


Cerlienco morì nel 1959, lasciando in eredità al paese più di un segno tangibile del suo passaggio ed è parso giusto, oggi, evocarne la memoria.

Articolo pubblicato su "L'Arborense" il 26 aprile 2015

Archivi:
Archivio Storico della Società Bonifiche Sarde

Bibliografia:
G. Pellegrini (a cura di), Resurgo: da Mussolinia ad Arborea: vicende e iconografia della bonificaCagliari: Janus, 2000;

Periodici:
"Il Giornale d'Italia" 1952-54
"L'Unione Sarda" 1952-54

Sitografia:
http://www.geni.com/people/Nino-Cerlienco/4903068167900033758 Sito consultato il 27 marzo 2015.

Nessun commento:

Posta un commento